Perchè SmArt Hotel Bartolini?

SmArt Hotel Bartolini

SmArt Hotel Bartolini

La denominazione dell’azienda alberghiera (SmArt Hotel Bartolini) mira a mettere in evidenza due innovazioni introdotte in questa struttura ricettiva, sorta nei primi anni del Novecento e ammodernata in questi ultimi mesi: da un lato l’utilizzazione di varie strumentazioni tecnico-elettroniche nelle prestazioni e nei servizi dell’albergo (“smart”), dall’altro lato l’inserimento nell’arredo di gigantografie e di riproduzioni fotografiche artistiche (“art”). Di qui il gioco grafico “smart”, integrazione di “smart” e “art”.
Partendo da questa volontà di fare sintesi tra modernità tecnica e arte si è poi voluto evocare nella forma e nella grafica dell’insegna la corrente artistica che per prima in Italia e in Europa, ai primi del Novecento, volle coniugare i vari linguaggi dell’arte con le innovazioni della modernità tecnico-industriale del tempo: il Futurismo. In quegli stessi anni, cioè attorno al 1913, cento anni or sono, questo edificio alberghiero cominciò ad essere gestito dalla nostra famiglia. Erano gli anni in cui a Montecatini (allora Bagni di Montecatini) dominavano la raffinata impronta eclettica dell’architetto Bernardini e le suggestioni liberty del pittore Chini. Mentre in altre aree d’Italia e d’Europa la pittura futurista diventava clamorosamente e artisticamente presente con Balla, Boccioni e altri, questa provocatoria innovazione artistica, allora, non riuscì a trovare spazio e forma di convivenza a Montecatini con le forme espressive di Bernardini e Chini. E ciò nonostante il fatto che i Bagni di Montecatini fossero un centro termale proiettato verso la modernità e caratterizzato dalla continua introduzione delle più innovative esperienze delle tecniche curative e della organizzazione urbana.

Mercurio passa davanti al sole G. Balla (1914)

Mercurio passa davanti al sole
(G. Balla – 1914)

Questa impermeabilità stupisce ancor più se pensiamo che la breve storia architettonica di questo nostro centro termale è sempre stata caratterizzata via via dalla introduzione continua di nuovi linguaggi, talora con ribaltamenti stilistico-compositivi vistosi, ma che sempre sono stati capaci di convivere felicemente col passato, in un eclettismo certament e disomogeneo, ma ricco di capacità di confronto e di dialogo artistici: da Paoletti a Cambray Digny, a Bernardini, a Brizzi, a Giovannozzi, a Mazzoni, e più di recente a Portoghesi e a Rossi… Un emblema di tutto ciò può essere l’attuale conformazione architettonica dello stabilimento Excelsior.

Giacomo Balla autoritratto - 1902

Autoritratto
(G. Balla – 1902)

Ebbene, su questa linea di espressioni artistiche in continua trasformazione, di introduzioni disomogenee ma stimolanti, perennemente eclettiche, con questa insegna – pur nella modestia dell’oggetto (si licet parva componere magnis) – si è voluto mettere in provocante rapporto la tradizionale facciata di un albergo montecatinese realizzata agli inizi del Novecento con quella corrente pittorica futurista (Balla in particolare, per la sua traducibilità grafica) che a Montecatini in quegli anni non trovò spazio, ma che oggi può rappresentare la ritornante volontà di esprimere le innovazioni tecniche frutto della modernità di ogni epoca storica, innovazioni tecnico-impiantistiche di cui la ricettività alberghiera montecatinese ha urgente bisogno.

Così per evocare sia questa simbolica “riconciliazione” del Futurismo con la tradizione artistica di Montecatini, sia la volontà di introdurre le innovazioni tecniche nella realtà presente (come nei linguaggi artistici vollero fare i Futuristi ai primi del Novecento), nell’insegna triangolare con all’interno la presenza grafica di un vistoso cerchio (richiamante anche la O al centro di “BartOlini”) si è voluto utilizzare, a cento anni di distanza, alcune suggestioni del linguaggio formale innovativo-provocatorio di Balla (caratterizzato dalla ricorrenza del triangolo e del cerchio) sullo sfondo di una facciata alberghiera tradizionale, giocando in pari tempo sull’altro elemento grafico-linguistico di “smart” e “art”.

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